Geositi del Lazio: La sequenza vulcanica della Macchia del Comune (Bracciano)
di: Giampiero GabrielliNel settore della Macchia del Comune, nel territorio di Bracciano (Roma), affiora una successione stratigrafica del Pleistocene medio appartenente al Complesso Vulcanico Sabatino, inserita nell’Inventario dei Geositi della Regione Lazio per il suo interesse stratigrafico e vulcanologico. L’affioramento documenta l’alternanza di depositi piroclastici, fasi di sedimentazione lacustre e successivi processi di alterazione, consentendo di ricostruire parte dell’evoluzione del vulcanismo sabatino.

La successione è costituita da piroclastiti, livelli di pomici, scorie stratificate grigiastre e giallo-aranciate, depositi prevalentemente cineritici, tufi terrosi frequentemente argillificati e intercalazioni diatomitiche. Secondo la scheda ufficiale del geosito, tali depositi sono attribuiti principalmente all’attività esplosiva del centro di Sacrofano, alternata a quella di piccoli centri eruttivi locali sviluppatisi successivamente alla messa in posto del Tufo Rosso a Scorie Nere, datato a circa 0,43 Ma.
Dal punto di vista stratigrafico, la successione evidenzia l’alternanza di differenti facies piroclastiche. I livelli pomicei, le scorie stratificate e gli orizzonti prevalentemente cineritici testimoniano la variazione delle condizioni deposizionali e dell’attività esplosiva nel corso del tempo, riflettendo l’evoluzione dei processi eruttivi che hanno interessato il distretto Sabatino durante il Pleistocene medio.
Tra gli elementi di maggiore interesse figurano le intercalazioni diatomitiche, interpretabili come il risultato di fasi di sedimentazione in ambiente lacustre. La presenza di diatomiti indica periodi di ridotto apporto piroclastico durante i quali si sono instaurate condizioni di acque calme favorevoli allo sviluppo e all’accumulo delle frustule silicee delle diatomee. Questi livelli costituiscono un importante indicatore paleoambientale e documentano l’alternanza tra attività vulcanica e fasi di relativa quiescenza.
Nella parte superiore dell’affioramento sono evidenti diffusi fenomeni di argillificazione dei tufi, attribuibili ai processi di alterazione meteorica che hanno interessato i depositi dopo la loro messa in posto. Tali trasformazioni rappresentano l’ultima fase evolutiva della successione osservabile e testimoniano i processi superficiali che hanno modificato i prodotti vulcanici nel tempo.
Lo schema stratigrafico allegato propone una lettura interpretativa dell’affioramento, evidenziando la distribuzione delle principali unità litologiche osservabili e la successione dei processi deposizionali e post-deposizionali che hanno caratterizzato questo geosito.