Data center: infrastrutture sempre più strategiche tra energia, territorio e progettazione
di: Giampiero GabrielliLa crescente diffusione dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali sta determinando una rapida espansione dei data center, infrastrutture che ospitano migliaia di server e apparati informatici operativi 24 ore su 24. Sebbene rappresentino il cuore fisico dell’economia digitale, i data center sono anche opere complesse dal punto di vista impiantistico, energetico e territoriale.
In Italia sono attualmente censiti oltre 230 data center, con una forte concentrazione nel Nord del Paese. L’area metropolitana di Milano rappresenta il principale hub nazionale, con circa 75 strutture tra operative, in costruzione e pianificate, seguita da Roma con circa 30. Ulteriori poli di sviluppo sono presenti nelle aree di Torino, Bergamo, Padova, Bologna e Genova, mentre il Sud Italia registra una presenza ancora limitata, sebbene siano in corso nuovi investimenti.
Dal punto di vista energetico, i data center costituiscono una delle infrastrutture a maggiore intensità di consumo. Nel 2024 il loro fabbisogno elettrico in Italia è stato stimato in circa 5,8 TWh, pari a quasi il 2% dei consumi nazionali, con previsioni di crescita significativa nei prossimi anni. I grandi impianti possono richiedere potenze superiori a 100 MW, mentre i campus di ultima generazione possono raggiungere alcune centinaia di megawatt.
L’elevata richiesta di energia non è dovuta esclusivamente ai server. Una quota rilevante dei consumi è infatti destinata ai sistemi di raffreddamento, indispensabili per mantenere costanti le condizioni di esercizio delle apparecchiature informatiche. Per questo motivo l’efficienza energetica rappresenta uno degli aspetti principali nella progettazione dei nuovi impianti.
La scelta del sito assume quindi un ruolo determinante. Oltre alla disponibilità di connessioni in fibra ottica e alla vicinanza delle infrastrutture elettriche ad alta tensione, vengono valutati numerosi fattori territoriali, tra cui le caratteristiche geologiche e geotecniche, la pericolosità sismica e idraulica, la disponibilità di superfici idonee e la compatibilità urbanistica e ambientale.
Tra gli elementi che stanno assumendo crescente interesse rientra anche il potenziale geotermico del sottosuolo. In alcuni progetti, infatti, la geotermia viene considerata come soluzione per incrementare l’efficienza dei sistemi di raffreddamento o per contribuire alla gestione termica dell’infrastruttura, riducendo parte dei consumi energetici legati alla climatizzazione.
Secondo Terna, l’interesse verso queste infrastrutture è in costante crescita: le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale da parte di nuovi data center sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni, confermando come la loro realizzazione rappresenti oggi uno dei principali fattori di incremento della domanda di energia nel Paese.
La progettazione di un data center richiede pertanto un approccio multidisciplinare che coinvolge competenze impiantistiche, energetiche, geologiche, geotecniche e ambientali. La corretta caratterizzazione del sito costituisce uno degli elementi fondamentali per garantire sicurezza, affidabilità e sostenibilità di infrastrutture destinate a operare in modo continuo per decenni.