Home»articoli»Valle del Sacco: sentenza del Consiglio di Stato sulla perimetrazione del SIN

Valle del Sacco: sentenza del Consiglio di Stato sulla perimetrazione del SIN

di: Giampiero Gabrielli
0
Condivisioni
Pinterest WhatsApp

Sentenza n. 6417 del 21 luglio 2025

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6417 del 21 luglio 2025, ha accolto il ricorso della società ACS Dobfar S.p.A., annullando il decreto ministeriale 22 novembre 2016 n. 321 nella parte in cui includeva determinati terreni dell’azienda, situati nell’area industriale di Anagni, nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Bacino del fiume Sacco”.

La decisione ha evidenziato che, pur non essendo necessaria l’individuazione del responsabile dell’inquinamento per inserire un’area in un SIN, è obbligatorio dimostrare, prima dell’inclusione, la presenza di elementi tecnici e indizi concreti – conformi ai criteri dell’art. 252 del D.Lgs. 152/2006 – che facciano ritenere l’area ragionevolmente interessata da un evento potenzialmente contaminante. Nel caso di specie, le analisi presentate dalla società indicavano l’assenza di superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) sia nel suolo che nella falda.

L’amministrazione aveva giustificato l’inclusione dei terreni facendo riferimento a successive “analisi dirette di dettaglio ai fini della caratterizzazione”, senza però fornire, nella fase antecedente, dati che attestassero il sospetto di contaminazione. Il Collegio ha ritenuto questa motivazione insufficiente, in quanto la caratterizzazione rappresenta una fase ulteriore della bonifica, attivabile solo quando è già accertata la potenziale compromissione dell’area.

La sentenza ha disposto che, nel riesame, l’amministrazione dovrà svolgere un’istruttoria completa, applicare puntualmente i criteri di legge e valutare in modo specifico le osservazioni della parte, motivando l’eventuale nuova inclusione nel perimetro.

Gli effetti immediati riguardano esclusivamente le particelle catastali indicate nel dispositivo, ma il principio affermato potrà incidere su future perimetrazioni e sull’approccio istruttorio nei procedimenti relativi ai SIN, richiedendo una base probatoria solida e documentata prima dell’imposizione di vincoli.

Articolo precedente

Deroga al principio di rotazione nelle procedure negoziate: la sentenza TAR Lazio 14113/2025

Articolo successivo

Lazio: cresce l’esposizione al rischio frane in tutte le province