Lazio, aggiornata la rete di monitoraggio delle acque sotterranee: nuovi punti di controllo per le falde
di: Giampiero GabrielliLa Regione Lazio ha approvato con D.G.R. n. 189 del 2 aprile 2026 il nuovo assetto delle reti di monitoraggio qualitativo e quantitativo dei corpi idrici sotterranei, revocando la precedente D.G.R. n. 901/2021. Il provvedimento rientra nel quadro previsto dal D.Lgs. 152/2006 in materia di tutela delle acque e gestione sostenibile della risorsa idrica.
L’aggiornamento recepisce gli esiti delle attività svolte nell’ambito del progetto “POA-ACQUACENTRO”, sviluppato con Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale e ARPA Lazio, finalizzato al rafforzamento delle conoscenze sui corpi idrici superficiali e sotterranei del territorio regionale. Tra i temi richiamati nell’atto figurano la ridefinizione delle reti di controllo, l’analisi delle pressioni antropiche sugli acquiferi carbonatici e il monitoraggio di inquinanti emergenti, comprese le microplastiche.
La nuova rete qualitativa passa a 299 punti di campionamento, mentre quella quantitativa viene definita in 160 punti di misura. Il precedente sistema del 2021 prevedeva 148 stazioni per il monitoraggio qualitativo. L’incremento della copertura territoriale punta a una lettura più dettagliata dello stato chimico e della disponibilità della risorsa idrica.
Per il Lazio si tratta di un aggiornamento rilevante sotto il profilo tecnico, considerando la presenza di acquiferi vulcanici, carbonatici e alluvionali con caratteristiche molto differenti tra loro. Una rete più estesa consente di affinare la conoscenza delle dinamiche piezometriche, delle vulnerabilità locali e degli effetti legati a prelievi, siccità e pressioni diffuse sul territorio.
L’esecuzione del monitoraggio è affidata ad ARPA Lazio, secondo quanto previsto dalla deliberazione regionale.