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Ance propone un Piano per l’Italia: governance unica, investimenti e adattamento climatico

di: Giampiero Gabrielli
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Nel corso di un convegno nazionale del 15 aprile 2026, l’Ance ha presentato un documento programmatico dedicato all’adattamento climatico e alla sicurezza del territorio, articolato in cinque linee di intervento: cabina di regia presso Palazzo Chigi, struttura stabile per accelerare l’approvazione dei progetti, applicazione di modelli procedurali con tempi definiti, sistema unico di monitoraggio digitale e pianificazione finanziaria di lungo periodo.

Il tema centrale riguarda la vulnerabilità del territorio nazionale rispetto a frane, alluvioni, erosione costiera e altri fenomeni naturali, con particolare attenzione agli effetti dell’evoluzione climatica sugli eventi estremi e sulle infrastrutture strategiche. Nel dibattito è stato richiamato il tema del dissesto idrogeologico come questione strutturale che richiede continuità amministrativa, coordinamento tra enti e programmazione pluriennale.

Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il 94,5% dei Comuni italiani risulta esposto a rischi connessi a frane, alluvioni, valanghe o arretramento costiero. È stato inoltre evidenziato l’aumento della spesa pubblica destinata al ripristino dei danni, passata da circa 1 miliardo annuo nel periodo precedente al 2009 a 3,3 miliardi medi annui tra il 2009 e il 2023.

Per la geologia applicata e la pianificazione territoriale, il tema assume rilievo diretto: prevenzione e adattamento richiedono conoscenza dei versanti, dinamica fluviale, assetto geomorfologico, stabilità costiera, gestione delle acque e aggiornamento continuo dei quadri conoscitivi. La disponibilità di banche dati integrate e monitoraggi digitali può incidere sulla priorità degli interventi e sulla capacità di attuazione.

Nel confronto istituzionale è stato inoltre richiamato il ruolo della resilienza idrica, con riferimento agli investimenti per riduzione delle perdite di rete, efficientamento delle infrastrutture esistenti e gestione sostenibile della risorsa.

Il documento Ance si inserisce quindi nel dibattito nazionale sulla transizione climatica spostando l’attenzione dall’intervento emergenziale alla programmazione preventiva, con impatti diretti anche sul settore delle opere pubbliche, della difesa del suolo e della manutenzione del territorio.

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