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Monitoraggio armonizzato dei PFAS nelle acque destinate al consumo umano

di: Giampiero Gabrielli
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Nel quadro dell’attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, gli Stati membri sono tenuti ad applicare modalità di monitoraggio armonizzate per le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nelle forniture idropotabili. A partire da gennaio 2026 entrano a regime gli obblighi operativi di controllo secondo i nuovi parametri e valori limite europei, con trasmissione sistematica dei risultati alla Commissione, inclusi i casi di superamento, gli eventi incidentali e le eventuali deroghe applicate.

Il sistema di monitoraggio prevede l’analisi del parametro “Somma PFAS” e del parametro “PFAS totali”, come definiti negli allegati della Direttiva, al fine di garantire un approccio uniforme su scala europea. In presenza di concentrazioni superiori ai valori di riferimento, le autorità competenti devono attivare misure di gestione del rischio, che possono comprendere l’esclusione di captazioni contaminate, l’adeguamento dei trattamenti di potabilizzazione o limitazioni temporanee all’uso dell’acqua destinata al consumo umano, accompagnate da informazione alla popolazione interessata.

Il recepimento della Direttiva negli ordinamenti nazionali, previsto entro gennaio 2023, ha costituito il presupposto normativo per l’avvio delle attività di controllo coordinate. A supporto dell’applicazione omogenea delle disposizioni, nel 2024 la Commissione europea ha reso disponibili orientamenti tecnici dedicati al monitoraggio dei PFAS, con indicazioni su metodi analitici, frequenze di campionamento e gestione dei dati.

L’introduzione del monitoraggio armonizzato dei PFAS si inserisce nel più ampio quadro delle politiche europee in materia di tutela della risorsa idrica e riduzione delle pressioni chimiche sulle acque destinate al consumo umano, in coerenza con gli obiettivi di lungo periodo in tema di sicurezza e resilienza dei sistemi idrici.

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