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EMAS nel settore delle costruzioni: buone pratiche e circolarità

di: Giampiero Gabrielli
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ISPRA ha pubblicato il documento “EMAS nel settore delle costruzioni: buone pratiche e circolarità”, inserito nella collana Manuali e Linee Guida, che analizza l’applicazione del Regolamento EMAS nel comparto delle costruzioni attraverso l’esame delle Dichiarazioni Ambientali di un campione di organizzazioni italiane registrate. Il lavoro si colloca nel quadro delle politiche europee e nazionali orientate all’economia circolare e alla riduzione degli impatti ambientali del settore edilizio, caratterizzato da una forte frammentazione produttiva e da una rilevante incidenza sui consumi di risorse naturali e sulla produzione di rifiuti.

L’analisi prende in considerazione le Dichiarazioni Ambientali convalidate nel periodo 2020–2023, selezionando un campione di organizzazioni operanti nel settore delle costruzioni sulla base dei codici NACE e della validità della registrazione EMAS. Lo studio esamina in modo sistematico alcuni indicatori ambientali ricorrenti, tra cui consumi idrici ed energetici, utilizzo di fonti rinnovabili, produzione e recupero dei rifiuti, riuso dei materiali e impiego di materiali ecocompatibili. Dall’esame emerge una disponibilità disomogenea dei dati e una forte variabilità nelle modalità di rendicontazione, con una maggiore frequenza di monitoraggio per energia e rifiuti e una presenza limitata di indicatori legati al riuso e ai materiali a ridotto impatto.

Un aspetto centrale del documento riguarda il ruolo del Regolamento EMAS come strumento volontario di gestione ambientale in grado di supportare le organizzazioni nella rilettura dei processi produttivi, nel controllo della conformità normativa e nella comunicazione delle prestazioni ambientali. In questo contesto, viene richiamata la coerenza tra EMAS e i principi dell’economia circolare, anche in relazione alla Strategia nazionale per l’Economia Circolare e all’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici, come previsto dal D.Lgs. 36/2023. Il testo richiama inoltre il quadro normativo ambientale di riferimento, tra cui il D.Lgs. 152/2006 per la gestione dei rifiuti e il DPR 120/2017 per le terre e rocce da scavo.

Particolare attenzione è dedicata alla fase di cantiere, individuata come momento critico del ciclo di vita delle opere in cui si concentrano numerosi impatti ambientali. ISPRA propone un insieme di buone pratiche di gestione ambientale, rielaborate a partire dai documenti del JRC e integrate con i CAM e con linee guida nazionali, che riguardano la pianificazione delle attività, il monitoraggio dei consumi, la gestione dei rifiuti, la tutela del suolo e delle acque, il contenimento delle polveri e del rumore, nonché la selezione dei materiali da costruzione. Viene inoltre richiamata l’importanza di strumenti operativi come il Sistema di Gestione Ambientale e il Piano Ambientale di Cantierizzazione, utili per strutturare il controllo degli aspetti ambientali significativi.

Il documento evidenzia come l’adozione di EMAS consenta alle organizzazioni di migliorare la tracciabilità dei flussi di materiali, di integrare criteri ambientali nelle scelte operative e di rendere più trasparente la comunicazione verso le parti interessate. Allo stesso tempo, l’analisi delle Dichiarazioni Ambientali mette in luce margini di miglioramento nella standardizzazione degli indicatori e nella diffusione di pratiche legate al riuso e all’impiego di materiali ecocompatibili, temi strettamente connessi agli obiettivi di circolarità del settore delle costruzioni.

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