Messa in sicurezza edifici e territorio: 1,26 miliardi per i Comuni nel triennio 2026-2028
di: Giampiero GabrielliDal 22 luglio 2025 è possibile per i Comuni presentare domanda per ottenere contributi destinati a interventi di messa in sicurezza di edifici e territorio. Il nuovo programma di finanziamento, definito dal Decreto Ministeriale del 14 luglio 2025, mette a disposizione complessivamente 1 miliardo e 265,5 milioni di euro, distribuiti sulle annualità 2026, 2027 e 2028.
Questa misura nasce dall’articolo 1, comma 139, della Legge di Bilancio 2019 e ha subìto alcune rimodulazioni negli ultimi anni, con una riduzione delle risorse rispetto all’importo inizialmente previsto. Ora, le risorse a disposizione sono così ripartite: 0,5 milioni di euro per il 2026, 715 milioni di euro per il 2027 e 550 milioni di euro per il 2028. L’obiettivo principale è favorire interventi concreti e prioritari sulla sicurezza del territorio e sul patrimonio edilizio pubblico, in particolare scuole, strade, ponti e aree soggette a rischio idrogeologico.
I fondi sono destinati esclusivamente a opere pubbliche, e possono essere richiesti per tre tipologie di intervento:
- messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico;
- messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti;
- messa in sicurezza e efficientamento energetico degli edifici pubblici, con precedenza per gli edifici scolastici.
Ogni Comune può presentare una o più richieste di contributo, ma con limiti precisi legati alla popolazione residente:
- fino a 5.000 abitanti: massimo 1 milione di euro;
- tra 5.001 e 25.000 abitanti: massimo 2,5 milioni di euro;
- oltre 25.000 abitanti: massimo 5 milioni di euro.
Non possono partecipare i Comuni che hanno già esaurito la quota massima per la propria fascia demografica nelle annualità 2023-2024-2025. In caso di contributo parziale già ricevuto in passato, è possibile chiedere solo la parte residua.
Le domande devono essere inviate esclusivamente online tramite la Piattaforma di Gestione delle Linee di Finanziamento (GLF), seguendo il modello allegato al decreto. C’è tempo fino alle ore 23:59 del 15 settembre 2025. Eventuali rettifiche sono consentite, ma solo annullando la precedente richiesta e inviandone una nuova sempre entro la scadenza. La data utile sarà quella dell’ultima trasmissione valida.
Si ricorda che le informazioni contenute in questo articolo sono da considerarsi di carattere informativo e non esaustivo; ogni soggetto interessato dovrà verificare i dettagli e i requisiti direttamente tramite le fonti ufficiali prima di presentare richiesta di contributo.