Interrogazione parlamentare sulle modalità di fatturazione negli appalti pubblici
di: Giampiero GabrielliIl 4 febbraio 2025 è stata presentata un’interrogazione parlamentare dal senatore Fazzone al Ministro dell’Economia e delle Finanze, in merito alle modalità di fatturazione negli appalti pubblici per i raggruppamenti temporanei di imprese (RTI). L’atto ispettivo, pubblicato nella seduta n. 269 della 19ª legislatura, solleva dubbi interpretativi sul principio di diritto n. 17/2018 dell’Agenzia delle Entrate, il quale prevede che ogni impresa partecipante ad un RTI debba emettere fattura direttamente alla stazione appaltante per la parte di lavori eseguita, anziché centralizzare la fatturazione nella mandataria del raggruppamento.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, molte stazioni appaltanti hanno invece richiesto, attraverso clausole contrattuali nelle gare pubbliche, che la fatturazione fosse svolta esclusivamente dalla mandataria. Tale prassi si è consolidata tra il 2018 e il 2023, portando l’Agenzia delle Entrate ad avviare contestazioni per indebita detrazione dell’IVA da parte delle mandatarie, nonostante l’imposta sia stata integralmente assolta dagli enti pubblici committenti.
Il senatore Fazzone chiede di chiarire se il principio di diritto n. 17/2018 derivi da sentenze della Corte di Cassazione o sia frutto di elaborazione interna all’amministrazione finanziaria. Inoltre, interroga il Ministero sull’eventuale comunicazione preventiva alle stazioni appaltanti affinché si adeguassero alla normativa, evitando il sorgere di vertenze fiscali.
Un ulteriore punto critico riguarda la posizione delle imprese coinvolte e delle stazioni appaltanti: l’interrogazione domanda se le contestazioni siano state indirizzate a tutte le aziende mandatarie o se siano state sollevate responsabilità anche nei confronti delle amministrazioni pubbliche che hanno richiesto e accettato fatture non conformi al principio di diritto.
Il documento evidenzia inoltre possibili violazioni del principio di imparzialità della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.) e del principio di affidamento e buona fede nei rapporti tra fisco e contribuenti (art. 10 dello Statuto del Contribuente). Infine, si sollecita il Ministro a valutare un intervento normativo che consenta alle aziende di operare con maggiore certezza giuridica e riduca il rischio di lunghi contenziosi fiscali, che potrebbero comportare ingenti oneri finanziari sia per le imprese che per gli enti pubblici coinvolti.